Essere genitori oggi significa anche muoversi all’interno di un mondo digitale.
Davanti ad un dubbio, una difficoltà o una preoccupazione la risposta è spesso a portata di mano: basta aprire un social, scrivere una domanda ed attendere pochi minuti per una o più risposte e il gioco è fatto!
Ma.. è davvero così?
L’arrivo della risposta rapida per risolvere il problema non è sempre d’aiuto. Condividere dubbi può essere positivo, anzi ti fa sentire parte di una comunità; il problema nasce quando il confronto di trasforma in giudizio. Spesso sui social arrivano risposte contrastanti, consigli dati con sicurezza ma senza una reale preparazione o conoscenza della situazione familiare ed in pochi minuti il genitore può trovarsi sommerso da suggerimenti opposti, critiche dirette o indirette, etichette e generalizzazioni.
Questo aspetto, oltre a non essere d’aiuto può aumentare il senso di colpa, la confusione e l’ansia.
I momenti di incertezza sono da normalizzare, anzi raccontano una cosa importante: la volontà di fare del proprio meglio
Educare non è improvvisazione, è un percorso che unisce esperienza, studio, osservazione e relazione. Per questo quando i dubbi diventano ricorrenti o importanti, può essere utile rivolgersi a professionisti dell’educazione o servizi del territorio per un confronto che non offre soluzioni standardizzate ma che propone suggerimenti e strategie grazie ad una lettura dei bisogni della famiglie e del bambino in modo personalizzato.
Genitori: fidatevi di più del vostro istinto e non permettete a commenti superficiali di mettere in discussione il vostro valore come genitori.
Cercare aiuto è un segno di responsabilità!
Crescere un bambino è già una grande sfida e nessuno dovrebbe sentirsi giudicato mentre prova a fare del proprio meglio.
