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PIANTO DEL BAMBINO, CAPIRLO PER NON EVITARLO.

Perchè il pianto del bambino spesso ci mette in difficoltà?

Il pianto del bambino rappresenta uno dei momenti di maggiore difficoltà per gli adulti. Molti genitori mi raccontano di sentirsi disorientati, inadeguati o di provare l’urgenza di farlo smettere il più velocemente possibile. L’adulto percepisce il pianto come un problema da risolvere subito. Nasce così il tentativo di distrarre il bambino, minimizzare o promettere qualcosa pur di interrompere il pianto.

In realtà il pianto è il primo linguaggio del bambino.

Attraverso esso comunica bisogni, emozioni, frustrazione,stanchezza o il bisogno di essere compreso. Non è un capriccio da evitare, ma un messaggio da ascoltare.

A volte questa difficoltà spinge l’ adulto a ricorrere a false promesse:”se smetti di piangere ti prendo qualcosa”, “dopo facciamo questo, ma basta piangere..”Nell’immediato possiamo anche ottenere un risultato, ma nel tempo, queste strategie che nascono dal desiderio di aiutare il bambino, finiscono per creare confusione. Il bambino può imparare che il pianto è lo strumento per ottenere qualcosa e può percepire incoerenza se la promessa non viene mantenuta.

Più che fermare il pianto i bambini hanno bisogno di sentirsi visti e compresi nelle loro emozioni. Accogliere il pianto non significa cedere, permettere o cambiare continuamente posizione, significa riconoscere ciò che il bambino sta provando. Può essere utile dire ” vedo che sei molto arrabbiato”, ” capisco che sei triste”.. per fare la differenza. Il bambino si sentirà riconosciuto e sostenuto, anche se il limite rimane.

Tre consigli per i genitori:

  1. Fermarsi ed asservare prima di intervenire, non serve intervenire immediatamente.
  2. Dare un nome alle emozioni
  3. Essere coerenti ed autentici. I bambini hanno bisogno di adulti affidabili e coerenti per costruire la fiducia.

Il pianto è un passaggio importante della crescita emotiva.

Quando un adulto rimane presente,accoglie e accompagna l’emozione del bambino sta insegnado una competenza preziosa: riconoscere ed attraversare ciò che si prova.

Ed è proprio così che si costruiscono sicurezza e fiducia.